Piazza Armerina è un comune di 20.000 abitanti circa situato su un'altura dei monti Erei, nella Sicilia centrale, a 700 m d'altitudine e a 30 Km di distanza da Enna. La città, tra i maggiori punti di riferimento della provincia, è circondata, oltre che dalle foreste del Parco della Ronza, e dagli altri boschi, da altri siti dalla prospera natura, quali ad esempio il lago d'Olivo, bacino artificiale creato a scopi irrigui, o il sito archeologico di Montagna di Marzo, avvolto anch'esso nel verde, o altresì la Riserva naturale orientata Rossomanno Grottascura Bellia, parte della quale ricade proprio in territorio Armerino.

 

Piazza Armerina famosa nel mondo per i mosaici romani della Villa del Casale, presenta un bel centro storico barocco dove troneggia il Duomo che occupa la posizione più elevata (721 m), e tutt'intorno il nucleo antico, caratterizzato dalle viuzze medievali e da bei palazzi rinascimentali e barocchi, come il Palazzo Trigona, e poco lontano da questo il Castello Aragonese.

 

Il centro storico della città è un concentrato di storia da vivere, ricco di Chiese, Palazzi, Conventi e strade, che ci riporta indietro nel tempo e propone un passato irripetibile, ma che merita di essere riscoperto.

Altra caratteristica sono i Quattro Quartieri Medioevali della città, uno dei quali il centro storico, anch’essi ricchi di storia, che si contendono ogni anno il Vessillo della patrona, Maria SS delle Vittorie, nel Palio dei Normanni durante il Ferragosto Armerino.

 

Piazza Armerina è una città d’ arte e cultura, ideale per chi ha voglia di trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del relax. Essa è, infatti, un felice connubio tra l’opera della natura e l’intervento dell’uomo. Circa 20.000 ettari di verdi e lussureggianti boschi ne mitigano il clima durante le calde giornate estive e la rendono località ideale di villeggiatura.

 

Museo di Enzo Cammarata

Il "Museo Enzo Cammarata" e ubicato all.interno dell.antica villa settecentesca di notevole pregio architettonico, considerata bene di valore storico. Fin dalla seconda meta del Settecento, membri della Famiglia Cammarata si distinsero per senso civile e amore per la cultura. Il censo imponeva l.erudizione, il culto del bello, l.ospitalita dei viaggiatori stranieri. Non si tratta di un caso isolato poiche la Sicilia, tra il XVIII e il XIX secolo, vanta appassionati cultori delle arti e delle scienze, legati tra loro da amicizie e fitte relazioni epistolari che coinvolgevano anche intellettuali di tutti i paesi d.Europa, mantenendo l.Isola in un contesto internazionale.

La figura dell'aristocratico colto, ricercatore e studioso, conseguentemente collezionista, ha in Sicilia esempi prestigiosi come il Principe di Biscari (ordinatore a Catania di un museo di "cose rare e belle"), il Barone Mandralisca di Cefalu, Gabriele Castelli di Torremuzza, Saverio Landolina, ordinatore della prima collezione archeologica "pubblica" a Siracusa, il Barone Judica di Palazzolo e molti altri.

 

Per maggiori informazioni visita il sito: www.villadellemeraviglie.it

 

Villa Romana del Casale

Il più importante in assoluto è il sito della Villa Romana del Casale, con i suoi 3500 metri quadrati di pavimenti mosaicati famosi in tutto il mondo, perché testimonianza della vita in epoca romana.

La villa del Casale riconosciuta dall'UNESCO ed inserita nel "patrimonio dell'Umanità", era la residenza di caccia di Massimiliano Erculeo, collega di Diocleziano nella gestione dell'impero romano.

Ma abitata anche in età araba, la Villa fu parzialmente distrutta dai normanni, in seguito, una valanga di fango, proveniente dal monte Mangone, che la sovrasta, la coprì quasi totalmente.

La Villa Romana sorge presso il corso d'acqua, che diventerà più a valle il fiume Gela, sui resti di un insediamento rustico precedente.

 

La struttura romana, di epoca tardo imperiale, per la sua eccezionale ricchezza di elementi architettonici e decorativi, è divenuta oggetto di particolare rilievo all’interno del programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio della regione siciliana, la cui gestione è oggi affidata al Parco Archeologico della Villa Romana del Casale e delle aree archeologiche di Piazza Armerina e dei Comuni limitrofi, Istituto dell’Amministrazione Regionale dei Beni Culturali.

 

La Villa, tutelata dall’Unesco dal 1997, è appartenuta ad un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, forse un governatore di Roma  (Praefectus Urbi); secondo alcuni studiosi fu, invece, costruita e ampliata su diretta committenza imperiale. Per la sua bellezza e complessità, può considerarsi  uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza rispetto ad altri coevi dell’Occidente romano. L’alto profilo del suo committente viene celebrato, in modo eloquente, attraverso un programma iconografico, stilisticamente influenzato dalla cultura africana, che si dispiega, con ricchezza compositiva, in una moltitudine di ambienti a carattere pubblico e privato.

 

Abitata anche in età araba, la Villa fu parzialmente distrutta dai normanni e per in seguito coperta, per molti anni, da una valanga di fango proveniente dal Monte Mangone.

Negli anni venti, trenta e quaranta del secolo scorso furono effettuati i primi sopralluoghi, e con gli scavi degli anni '50  grazie all’intervento della  Regione Siciliana e all’opera dell’archeologo Vinicio Gentili, gli scavi furono portati completamente alla luce.

L'importanza della Villa a carattere mondiale è dovuta all'impeccabile stato di conservazione dei mosaici, ritenuti inoltre i più estesi e affascinanti mai realizzati in epoca romana.

La Villa del Casale rappresenta una fondamentale testimonianza per la comprensione della vita e della civiltà romana di cui ci offre, grazie alla perfetta conservazione degli ambienti e delle rappresentazioni musive, un inimitabile affresco.

Tra gli ambienti più rinomati la Sala della danza il cui mosaico, incompleto, permette di vedere donne e uomini che danzano, la Sala delle dieci ragazze in bikini impegnate a fare esercizi ginnici mentre nel registro inferiore una ragazza togata incorona un’altra fanciulla e la stanza raffigurante la famosa scena erotica.</p> All'esterno sono stati rinvenuti due acquedotti usati per l'approvvigionamento delle fontane, dei servizi e del quartiere termale.

Molti studiosi da tempo sostengono che una costruzione di questo genere non poteva essere completamente isolata, ma doveva comprendere altre costruzioni marginali dedite alla risoluzione di tutte le esigenze di una villa imperiale.

Per questo motivo sono ora in corso diverse campagne di scavi.

 

Per maggiori informazioni visita il sito:  www.villaromanadelcasale.it

 

Palazzo Trigona

Il palazzo, già nei suoi esterni, si propone come uno dei più autorevoli esempi di architettura civile nell'ambito della vasta tipologia palaziale del barocco siciliano, esprimendo la sua rilevanza monumentale anche qualificando scenograficamente e prestigiosamente lo spazio urbano sul quale si affaccia.

La consuetudine di affermare la rappresentatività di un casato nell'ambito della città, soprattutto attraverso la fabbrica di imponenti edifici entro piazze o assi viari principali dell'abitato, si era affermata in Sicilia a partire dalle grandi riforme urbanistiche palermitane (il Cassero e Via Maqueda, 1565 - 1605), fino alla sistematica applicazione di politiche di riforma finalizzate al "decoro della città", secondo una logica di pianificazione squisitamente barocca.

Piazza Armerina

1/6

1/7

1/7

1/6

© 2016 by Il Castello. Proudly created by

Call us now to book:

Mobile: (+39)33332712156

email: infocastledefrancisci@gmail.com

Logo_d&d_housing_management